Chi salverà le persone che ci sono care? chi salverà la nostra stessa esistenza quando dovessimo ammalarci ed invecchiare?
______
Tratto da Avvenire del 2 gennaio 2009
Orrore e choc in Gran Bretagna per una vicenda di sprezzante e disumana crudeltà mostrata a Brighton da due paramedici durante un intervento di pronto soccorso.
I due, infatti, hanno deciso di non rianimare un invalido perché «non lo meritava». I paramedici, che erano in servizio su un’autoambulanza, sono stati arrestati e sono ora in attesa del rinvio a giudizio.
Secondo l’accusa, che è basata su una registrazione delle loro conversazioni, i due hanno giudicato non «degno di essere salvato» un invalido colpito da un attacco di cuore e l’hanno lasciato morire senza muovere un dito in suo aiuto.
Vittima di tanta spietatezza è stato Barry Baker, un uomo di 59 anni, scapolo, impiegato nell’amministrazione locale, che viveva da solo in una fatiscente casa dopo la morte dei genitori. Il dramma, reso noto dalla polizia di Brighton solo due giorni fa, risale alla notte del 29 novembre quando Baker – invalido in seguito ad acciacchi all’anca che lo obbligavano a spostarsi con delle stampelle – ha chiamato il 999, il numero per le emergenze. «Sto male, ho dei forti dolori al petto, temo che si tratti di un attacco di cuore», ha detto l’impiegato, che nell’amministrazione locale di Brighton si occupava dell’erogazione dei sussidi sociali e a dispetto dell’infermità non mancava mai un giorno dal lavoro.
L’allarme è scattato subito e un’autoambulanza del servizio sanitario pubblico, reparto South East Coast, è prontamente partita per la casa dell’invalido, che è rimasto al telefono con un’operatrice del pronto soccorso. Malgrado siano pagati per difendere la vita e non toglierla, i due paramedici dell’ambulanza – due uomini, uno di 35 e l’altro di 44 anni – si sono comportati con assoluta disumanità. Come se fossero loro a dover decidere della vita dell’invalido.
A quanto è trapelato dalle prime ricostruzioni della polizia, i due paramedici, giunti in casa dell’uomo, sarebbero rimasti «disgustati» dal disordine e dalla sporcizia nell’abitazione di Braybon Avenue dove viveva l’invalido che a quel punto stava riverso sul pavimento, agonizzante. Qualche sguardo è bastato ai due per concludere che l’uomo e sofferente ai loro piedi non «meritava» di essere rianimato.
I due paramedici si sono messi cinicamente d’accordo per dichiarare che l’invalido era già morto al loro arrivo ma non l’hanno fatta franca per un dettaglio cruciale: il telefono dell’invalido era rimasto aperto e le loro conversazioni sono state così ascoltate per filo e per segno con raccapriccio dal personale della centrale del pronto soccorso. E accuratamente registrate.
L’episodio è stato denunciato alla polizia del Sussex che, dopo una serie di controlli, il 5 dicembre ha arrestato i due paramedici per «deliberata negligenza nell’esecuzione di un dovere pubblico» e li ha poi rimessi in libertà condizionata dopo lunghi interrogatori.
La polizia sta adesso approntando un rapporto per la Procura della Corona che entro gennaio deciderà sul processo dei due operatori del pronto soccorso che nel frattempo sono stati sospesi dal lavoro. Un imbarazzato portavoce del servizio sanitario ha fatto sapere ai media britannici che la polizia «sta ricevendo la massima collaborazione possibile» nelle indagini su quanto accaduto a Brighton. (R. E.)






